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Perdere peso senza il peso della dieta

Negli ultimi decenni, di pari passo con l’aumento dei profitti dell’industria della dieta, sono divenute sempre più popolari le diete a basso apporto di carboidrati e ad alto apporto di proteine.
Recenti ricerche hanno evidenziato alcuni brillanti risultati a breve termine dovuti alla restrizione dei carboidrati e alle diete drastiche e ciò ha scatenato un acceso dibattito nella comunità medica sull’efficacia e sicurezza di tali programmi dietetici. 

Fotografia
“Le abitudini alimentari sono ragnatele, successivamente diventano funi.”
Proverbio spagnolo
 
LA TEORIA
La teoria alla base delle diete a basso contenuto di carboidrati è la seguente: i carboidrati promuovono la produzione di insulina, ormone che determina l’aumento di peso corporeo, quindi la riduzione dell’introito di carboidrati dovrebbe determinare una riduzione del peso corporeo.
Molte diete a basso apporto di carboidrati, anche le più famose, limitano l’assunzione dei carboidrati a meno di 1/6 della quantità raccomandata dalle linee guida nazionali.
Cosa avviene nel nostro corpo?
Riducendo l’introito giornaliero di carboidrati l’organismo deve utilizzare le riserve muscolari ed epatiche di una sostanza chiamata glicogeno, come fonte di energia. In questa situazione di stress metabolico l’acqua associata al glicogeno viene rilasciata ed è questo meccanismo che determina la cospicua perdita di peso osservata abitualmente dopo una settimana di dieta a basso contenuto di carboidrati.
La perdita di peso che si ottiene da queste diete sbilanciate non è reale, perché corrisponde ad una perdita di peso data dell’eliminazione di liquidi!
Si fa tanta pipì e ci si illude di essere dimagriti.
Le diete drastiche e sbilanciate dovrebbero essere quindi smitizzate, perché sono spesso anche dannose.
Non è tutto! In una situazione di deficit energetico (nelle diete sbilanciate, con pochi carboidrati e con più proteine) l’organismo inizia ad utilizzare anche i grassi ma, in assenza di carboidrati, l’utilizzo dei grassi (chiamato “ossidazione dei grassi”), porta a sviluppare delle sostanze chiamate corpi chetonici (sostanze tossiche per l’organismo stesso), la cui concentrazione aumenta nel sangue creando uno stato chiamato “chetosi” (il vomito acetonemico dei bambini si sviluppa per gli stessi meccanismi metabolici, il corpo reagisce con un senso di nausea e con il tentativo di espulsione perché sono presenti queste sostanze dannose). Lo stato di chetosi determina una soppressione dell’appetito che agevola a sua volta l’aderenza alle diete iperproteiche che si basano anche su questa teoria: la chetosi è “una condizione sicura, naturale e necessaria alla perdita di peso”. La persona che segue queste diete sostiene e sente di non aver appetito e pensa che quella dieta stia funzionando.
Approccio al cibo non scientifico e dannoso, per corpo e mente.
Non è tutto! Spesso queste diete, in persone predisposte a disturbi alimentari come anoressia o bulimia, sono un fattore scatenante per la conclamazione del disturbo compulsivo o di estremo controllo verso il cibo. Chi non soffriva di anoressia o bulimia, con questa trappola offerta dalle diete sbilanciate, può iniziare ad esercitare maggior controllo sul cibo, dato che lo stato di malnutrizione può portare chi segue queste diete a pensare maggiormente a ciò che NON si deve mangiare. Le persone possono scoprire la sensazione di nausea e digiunare, oppure provocarsi il vomito per l’apparente sensazione di pienezza da calorie, o vive nel tentativo di controllare il cibo e le forme corporee.
Allora, specialisti del settore, perché continuare ad illudere le persone? I pazienti si fidano degli specialisti ai quali si rivolgono, seguono ciò che viene loro detto di fare, e spesso subiscono inganni con risultati immediati di perdita di peso, ma apparenti, falsati dall’eliminazione di liquidi corporei. Con le diete dello stregone non si ottiene una reale perdita di peso! Sempre che queste diete vengano offerte da specialisti veri...
Specialisti del settore, perché offrire formule magiche a pazienti inconsapevoli, quando spesso per curare un disturbo ne viene indotto un altro?
Spesso infatti i disturbi alimentari sono indotti dai danni causati da queste diete, che danno risultati apparenti e ingannevoli, non duraturi e non corrispondenti a reali perdite di peso.
Curare il paziente o curare le proprie economie?
Perché non fornire elementi ai pazienti che possano servire concretamente e in modo onesto, e non pensare in modo serio e responsabile alla salute di chi chiede aiuto?
La nostra professione implica un “take care”, ovvero un prendersi cura di qualcuno: nel concetto di cura non è previsto fornire un’illusione o addirittura creare un danno a qualcuno che sta mettendo in gioco la propria fiducia. Come il bambino cerca le cure del genitore e si fida in modo incondizionato, anche il paziente cerca questo genere di cura dal professionista, che dovrebbe offrire secondo il principio del rispetto della salute altrui.
 
Questo articolo è diretto a chi vuole avere informazioni sulle diete sbilanciate, o semplicemente a chi era curioso ed aveva voglia di leggerlo: il primo messaggio è quello di diffidare da chiunque voglia darvi una formula magica per ottenere risultati definiti duraturi. Non esistono formule magiche, e nel caso specifico della dieta o del correggere comportamenti alimentari non sani e disfunzionali, una soluzione utile per chi voglia affrontare il disagio che vive con il cibo, è quella di osservarsi quotidianamente e cambiare alcuni comportamenti che fino a quel momento hanno portato al fallimento. Cambiando le proprie abitudini e prendendo consapevolezza di come funziona il proprio “disturbo” con il cibo, nel tempo si potranno consolidare i piccoli risultati giornalieri che diventeranno solidi e duraturi.
Ed ecco il secondo messaggio.
 
 
UN CAMBIO DI ABITUDINI……
Si può mangiare ciò che si vuole, senza ricorrere a diete restrittive o sbilanciate, senza cercare diete magiche, e perdendo un chilo a settimana.
Non ci credete, sembra impossibile, vero?
Diverse ricerche scientifiche hanno osservato (e dimostrato nella pratica) che il segreto per un dimagrimento permanente è più semplice di ciò che viene proposto dalle diete magiche (le chiamerò così: si tratta di tutte le diete alla moda, quelle in cui si mangia l’aria o ci sono mille divieti, la dieta del limone o delle flebo, le diete di specialisti denunciati e tutte le diete difficili da seguire a lungo termine perchè incompatibili con la vita di tutti i giorni); inoltre l’approccio che troverete qui di seguito è privo di seccanti conseguenze.
Si può perdere peso in maniera sana e soprattutto (cosa non dimostrata nella pratica dalle diete magiche) il peso perso può essere mantenuto negli anni, senza più dover ricorrere a terapie alimentari cicliche e continue (e di scarso rinforzo sull’autostima).
Esistono dei trattamenti, da seguire in modo autogestito o con degli specialisti del settore che utilizzano metodi sani per aiutare a perdere peso, che permettono di rompere vecchie abitudini alimentari, garantendo risultati raggiunti in modo naturale.
La ricerca scientifica ha osservato che le persone in sovrappeso hanno determinate abitudini comuni e, per quanto possa risultare sorprendente, tra queste non c’è la sovralimentazione!
Spezzando queste abitudini si perde peso in modo sano e duraturo.
Le diete restrittive stimolano un tipico atteggiamento: “due mesi si, dieci mesi no”, nei confronti del dimagrimento, atteggiamento che produce solamente problemi alla salute, delusione e depressione.
 
 
IL MITO DELLA DIETA
Le diete (o il sentirsi a dieta con restrizioni e proibizioni) spesso sconvolgono mente e corpo.
 
Ecco alcuni effetti delle diete restrittive:
- PATIRE QUASI SEMPRE LA FAME
- TENERE IL CONTEGGIO DELLE CALORIE, MISURARE I CIBI, EVITARE ALCUNI CIBI O ABOLIRNE ALTRI
- DIVIETO DI ACCOSTARE ALCUNI CIBI AD ALTRI (per esempio nelle diete dissociate)
- EFFETTO YO-YO: RECUPERO DEL PESO (anche superando il peso di partenza) ALLA FINE DELLA DIETA SEGUITA CON FATICA E SUDORE
 
Ecco i vantaggi di una “dieta senza dieta”:
- PERDITA DI PESO MANTENUTA A LUNGO TERMINE
- PERDITA DI PESO NATURALE (circa 1 kg alla settimana, fino al raggiungimento del peso naturale, ovvero quando il peso si ferma dopo una riduzione calorica effettuata in modo sano)
- IL PESO PERSO NON TORNERA’ (se le abitudini cambiate vengono interiorizzate e mantenute)
- EFFETTO BENEFICO SULLA SALUTE E SULL’UMORE
- MAGGIOR SENSO DI APPAGAMENTO (con una dieta senza dieta non ci sono frustrazioni perché si mangia ciò che piace e non vengono aboliti cibi)
 
 
PERCHE’ METTERSI A DIETA?
Diverse ricerche scientifiche hanno osservato che la base di ciò che distingue una persona nel “peso forma” da una persona in sovrappeso, non è la quantità di cibo ingerito, ma l’ATTEGGIAMENTO MENTALE.
Una persona nel peso forma, ha un atteggiamento di maggior disinvoltura, naturalezza e apertura mentale nei confronti del cibo, una persona in sovrappeso ha un atteggiamento di controllo, pensieri di privazione, senso di incapacità di gestire la propria alimentazione, scarsa fiducia in se stessa (ecco perché spesso si rivolge a qualcosa di esterno = diete magiche, che possono in modo illusorio dare dei risultati immediati, anche se con ripercussioni sullo stato di salute).
Le persone felici hanno, nel complesso, una serie di tratti e di abitudini che mantengono in linea. Le persone in sovrappeso hanno una serie di tratti o abitudini che tendono a far accumulare il loro peso in modo proporzionale a quanto queste abitudini vengono radicate.
 
Controllo estremo e privazioni o flessibilità, piacere e libertà di agire?
 
La risposta è che più il comportamento alimentare (e non) diventa flessibile, più peso verrà perso (e mantenuto nel tempo).
Quindi i tentativi di controllo estremo, fisico e mentale, attraverso diete restrittive, abolizione di cibi, esercizio fisico compulsivo alternato a periodi di inattività, non fanno altro che sfociare in un comportamento compulsivo e dicotomico (o bianco o nero, o mangio tutto o non mangio nulla) nei confronti del cibo (e non): se mi dico che non devo mangiare, penso ancora di più al cibo, quindi mangio molto di più di quanto il mio stomaco suggerisce e di quanto la mia dieta magica mi aveva consigliato di fare.
Il nostro atteggiamento mentale modella la nostra realtà! E allora perché non predisporsi in un modo più accogliente nei confronti del cibo, piuttosto che sviluppare comportamenti di controllo che si rivelano sempre fallimentari?
Il controllo (estremo) porta necessariamente alla violazione delle regole rigide che la nostra mente si impone.
Per chiarire questo concetto, ora vi chiedo di non pensare assolutamente ad un orso bianco. Fatto? A cosa state pensando?
Di certo non ad un ombrello!
Quindi se vi chiedo: non pensate assolutamente ad una scatola di cioccolatini. Fatto? A cosa state pensando? E se ora vi dico che questi cioccolatini non dovete assolutamente mangiarli, né toccarli, né guardarli? Assolutamente! Cosa fate? Di certo non andrete a fare una partita a scacchi.
Più ci diciamo che qualcosa non dobbiamo farla, e più ci pensiamo, fino a doverla fare per forza: dal pensiero all’azione ci vuole un attimo.
Questo è il paradosso della dieta magica: più mi privo mentalmente di alcuni cibi, più li andrò a cercare e il mio impulso a mangiarli sarà fortissimo, perché qualcosa mi sta costringendo a non farlo, a bloccare il mio bisogno naturale, a controllare assolutamente il piacere del gusto.
Ecco: SONO DIVENTATO INFLESSIBILE.
 
 
ESSERE PIU’ FLESSIBILI
Studi ventennali sulla flessibilità comportamentale condotti nelle università britanniche e per il Medical Research Council del governo britannico, hanno osservato che più si diventa flessibili nella vita quotidiana, più molte attività vengono condotte in modo naturale, compreso l’atto del mangiare.
Flessibili significa saper introdurre e mantenere nella propria vita piccoli e progressivi cambiamenti, cercando ogni giorno di fare qualcosa di diverso, dalle azioni più semplici a quelle più complesse.
La flessibilità è una capacità che permette di gestire ogni situazione con maggior apertura mentale, senza ansia da controllo estremo degli eventi.
Essere flessibili significa anche seguire il proprio corpo, secondo i suoi bisogni, cercare di assecondarli senza tentare di controllare fame, sonno, veglia, senza reprimere ciò che si desidera e che provoca in noi piacere.
 
Dieta significa stile di vita, e la vita è soprattutto felicità e piacere! Perchè inibire, controllare o reprimere qualcosa di sano e naturale?
Sviluppando flessibilità si può imparare a vivere molte cose in modo spontaneo e secondo la propria natura, allontanando una volta per tutte il meccanismo della privazione e dell'autopunizione.
 
Molto interessante da leggere per capire e mettere in pratica, da soli o con uno specialista dell’alimentazione:
“La dieta senza dieta”, Ben Fletcher, Karen Pine, Danny Penman, Ed. Corbaccio
 
Ed ora buon appetito!
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